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Sicilia in bici, gli itinerari da non perdere

La ciclovia siciliana, idee e percorsi per scoprire il meglio della Sicilia in bici

Piacevoli pedalate tra castelli o tonnare. Dolci discese che puntano al mare, ma anche temerarie salite tra incantevoli parchi di montagna o i crateri di un vulcano.

Chi ha come migliore amica una due ruote sa probabilmente che questa terra ha un solo problema: un’infinità d’itinerari possibili. Unica richiesta? Quella di aprirsi totalmente a un territorio di sconfinata bellezza apprezzandone anche le contraddizioni.

Molliamo i freni, dunque, e partiamo per il nostro periplo dell’isola in bike.

Le diverse possibilità

Iniziamo percorrendo alcune delle tappe dell’unica e poco conosciuta vera ciclovia siciliana, la SIBIT (Sustainable Interregional Bike Tourism).
Co-finanziata dall’Unione Europea e completata con segnaletica e portale nel 2013, si snoda tra i territori delle cinque province meridionali della Sicilia (Agrigento, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa, Trapani) comprendendo e collegando anche le isole di Malta e Gozo.
1000 km di percorsi di ogni genere, pensati per regalare emozioni e scoperta a qualsivoglia tipologia di cicloturista.
Niente paura, non bisogna percorrerli tutti. Ogni singola tappa della stessa SIBIT è così piena di attrazioni che pochi chilometri sono sufficienti per fare il pieno di scoperta e avventura.

La bellezza di un viaggio in bici in Sicilia, in fondo, è che ci si può fermare ovunque si voglia e si avranno comunque a disposizione veri tesori da esplorare. Anche per chi in Sicilia vive e ha voglia di pedalare ogni suo sentiero.

Sicilia in bici: da mare a mare

Si parte dal territorio di Trapani dove l’itinerario collega la costa nordoccidentale della Sicilia con i percorsi agrigentini a sud-est. Questa prima parte di ciclovia denominata “Tra i due mari” consta di 160 km e lambisce riserve naturali mozzafiato come quella dello Zingaro e dello Stagnone di Marsala, la laguna più vasta della Sicilia, caratterizzata da acque basse e tramonti incantevoli. Si prosegue tra una pedalata e l’altra, fino a Selinunte, la più vasta area archeologica d’Europa. Ed è solo la prima tappa.

La ciclovia prosegue per altri 100 km, attraversando vigneti e uliveti verso Segesta, sul Monte Barbaro, e il suo suggestivo parco archeologico, con un tempio tra i più belli del Mediterraneo e l’antico teatro che sorge sulla cima più alta del Monte, a ridosso del golfo di Castellammare.

Ciclovia Agrigentina, dal tempio a templi

Perché non andare dal tempio ai templi? La ciclovia principale interconnette lungo l’asse costiero est-ovest con le Province limitrofe di Trapani e Caltanissetta. L’itinerario di 171 Km inizia nei pressi di Porto Palo e attraversa i centri di Menfi, Sciacca e Ribera fino a Montallegro, e ancora Siculiana Marina e l’incontaminata riserva di Torre Salsa. E poi ancora Realmonte e Capo Rossello, la famosa Scala dei Turchi e Porto Empedocle, fino alla maestosa Valle dei Templi di Agrigento, patrimonio dell’umanità. A questo punto non si può che proseguire la pedalata fino alle spiagge e le cale incantevoli di Licata dove trovare ristoro prima della prossima tappa.

Sicilia in bici, tra solfare e misticismo

Dopo aver percorso tanta costa, è il caso di dirigersi verso il cuore della Sicilia.
La ciclovia detta “delle solfare” si percorre in circa 6 ore per un totale di 70 chilometri. A spingere i pedali sarà la vista delle colline e delle immense distese di grano in un percorso segnato da miniere di zolfo, preziosa risorsa economica del XIX Secolo, e vecchie masserie. Non stupitevi se d’improvviso una di quelle colline vi apparirà quasi in movimento. Sono mandrie di animali al pascolo che soprattutto presto al mattino o tardi al tramonto invadono campi, rilievi e a volte anche strade prendendosi il loro spazio e soprattutto il loro tempo. Se invadono la strada che dovreste percorrere, fermatevi a godervi il ritmo della natura. Proprio come loro.
Una variante di questo percorso consente di raggiungere Mussomeli e il suo castello Manfredonico Chiaromontano che si erge su una rupe ed è sosta obbligata per gli appassionati di leggende, ghost tour e fantasmi.

Ciclovie Iblea e del barocco, a sud della Sicilia

Le tappe “Iblea” e “del barocco” della ciclovia conducono lungo la costa meridionale della Sicilia. Si attraversa la famosa spiaggia di Maganuco per poi affrontare la bellezza di Ragusa e giungere fin sulla costa, all’altezza di Scoglitti, Donnafugata (meta imperdibile, per gli amanti Montalbano), la Riserva Naturale Orientata “Pino d’Aleppo”. E poi davanti a noi tutto il barocco in 68 km tra Scicli, Modica, Ragusa e Palazzolo Acreide.

L’ultima tappa del viaggio ci porta invece dall’Isola delle Correnti, a Portopalo di Capopassero il comune più a sud d’Italia per i risalire verso i centri storici di Marzamemi e Noto. Sul nostro percorso anche le riserve naturali di Vendicari e di Cavagranda del Cassibile dove è possibile immergersi in paesaggi paradisiaci e acque cristalline. Infine si fiancheggia l’area marina protetta del Plemmirio, per concludere il viaggio nella splendida Siracusa, tappa conclusiva del lungo itinerario SIBIT, almeno per quanto riguarda la Sicilia.

A voi la scelta di portare a termine l’intero percorso sbarcando a Malta e poi a Gozo.

Sicilia in bici: per vini e vie francigene

La stessa SIBIT offre molte varianti all’itinerario che consentono di modulare il viaggio secondo le proprie esigenze. Se siete ciclisti esperti, potrete ad esempio pedalare lungo la ciclovia Sicani per 117 km. Percorrendo strade provinciali e nazionali, giungerete a Santo Stefano di Quisquina al centro della catena montuosa dei Sicani. L’altezza massima è di 1.000 mt e alcuni tratti hanno pendenze del 16%, mentre la pendenza media si aggira intorno al 7%.
Per chi volesse invece unire più passioni come ad esempio il cicloturismo e l’enoturismo, non può che incrociare gli itinerari delle ciclabili siciliane con quelli delle strade del vino
La SIBIT ad esempio incrocia la ‘’Strada del Vino Erice DOC’’ percorrendola dalla città di Trapani al Comune di Segesta-Calatafimi.
Si potrebbe inoltre pensare di tagliare la Sicilia da nord a sud, da mare e mare, percorrendo la Magna via Francigena in veste di cicloturisti peregrini. 

Bike Hotels e guide locali

Ogni ciclista ha bisogno di sapere che sul proprio percorso troverà strutture e condizioni adatte a rendere il proprio viaggio più confortevole possibile.
Sulla guida SIBIT potrete trovare tutte le strutture ricettive adatte ai ciclisti e veri e propri bike hotels per ogni tappa. Se volete invece informazioni sempre aggiornate o avete necessità di una guida locale, potete rivolgervi a una delle sedi locali di FIAB Italia (federazione italiana Ambiente e Bicicletta) o a organizzazioni come “ciclabili siciliane -sicily cycling“. Quest’ultima promuove il cicloturismo in Sicilia attraverso la collaborazione con Inspiring Tours, tour operator specializzato in viaggi in bici, impegnandosi, tra l’altro, a promuovere la SIBIT nonostante tutte le difficoltà derivate dall’abbandono della manutenzione dopo il 2013.

Ebbene sì, l’unica ciclovia siciliana non gode di manutenzione. Le strade però sono lì per voi. Così come le associazioni, le persone e il fascino di potere anche sbagliare incrocio e trovarsi a scoprire sentieri ancora poco battuti.

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